#unastanzatuttapersé

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Quale che sia l’uso che se ne fa nelle società civili, gli specchi sono indispensabili ad ogni azione violenta od eroica. E’ questa la ragione per la quale sia Napoleone che Mussolini insistono con tanta enfasi sulla inferiorità delle donne, perché, se queste non fossero inferiori, verrebbe meno la loro capacità di ingrandire. Ciò serve a spiegare in parte la necessità che tanto spesso gli uomini hanno delle donne. E serve anche a spiegare perché gli uomini diventano così inquieti quando vengono criticati da una donna; e come sia impossibile per una donna dire loro questo libro è brutto, questo dipinto è debole, o qualunque altra cosa, senza procurargli molto più dolore e suscitare molta più rabbia di quanta non ne susciterebbe un uomo che facesse la stessa critica.Perché se lei comincia a dire la verità, la figura nello specchio si rimpicciolisce; la capacità maschile di adattarsi alla vita viene sminuita. Come farebbe lui a continuare ad emettere giudizi, a civilizzare indigeni, a promulgare leggi, a scrivere libri, a vestirsi elegante e pronunciare discorsi nei banchetti, se non fosse più in grado di vedere se stesso, a colazione e a cena, ingrandito almeno due volte la stessa taglia?
Una stanza tutta per sé
Virginia Woolf
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VITE STRAORDINARIE. VIRGINIA WOOLF.
"quando scrivo non sono che una sensibilità..."
Virginia Woolf era una donna straordinaria, che ha cercato di dare voce anche a tante donne “ordinarie” ma non per questo meno donne.
Personalità anticonformista e tenace, artista eclettica, pioniera della letteratura moderna, poetessa visionaria, saggista, romanziera raffinata, critica intransigente, ma soprattutto donna, una donna di una sensibilità fuori dal comune.
Ricordare Virginia Woolf per capire dove le donne sono dovute partire, non tantissimo tempo fa, per arrivare al presente. "Quando in futuro leggerai un romanzo scritto da una donna, pensa a tutte le difficoltà e i pregiudizi che essa ha dovuto superare perché venisse pubblicata la sua opera e potesse essere oggi letta da te, tu che leggi comodamente distesa sul divano nella TUA STANZA TUTTA PER TE". Vesper ✨
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[...]se ci allontaneremo un poco dalla stanza di soggiorno comune e guarderemo gli esseri umani non sempre in rapporto l'uno all'altro ma in rapporto alla realtà; e così pure il cielo, e gli alberi, o qualunque altra cosa, allo stesso modo; se guarderemo oltre lo spauracchio di Milton, perché nessun essere umano deve precluderci la visuale;se guarderemo in faccia il fatto che non c'è neanche un braccio al quale aggrapparci ma che dobbiamo camminare da sole e dobbiamo entrare in rapporto con il mondo della realtà e non soltanto con il mondo degli uomini e delle donne, allora si presenterà l'opportunità, e quella poetessa morta, che era sorella di Shakespeare, riprenderà quel corpo che tante volte ha dovuto abbandonare.
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Per tutti gli appassionati di letteratura al femminile non può mancare nella propria libreria il noto saggio del 1928 Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf. L'autrice propone un'attenta analisi di come la donna sia sempre stata esclusa dal panorama letterario e dalla scrittura, o spesso costretta a celare la propria identità dietro pseudonimi e di come sia necessario avere del denaro e appunto "una stanza tutta per sé" per poter intraprendere un'attività letteraria. Una lettura consigliata per chi è interessato al femminismo e alla tematica della condizione della donna.

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🧐Perché dovrei leggere questi libri?🧐
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Quale miglior modo di iniziare la settimana, se non quello di rendermi conto dei libri che ho a casa e che ho perso l’interesse di leggere?
È davvero snervante rendermi conto che negli anni, molti dei libri che un tempo volevo leggere ormai non mi interessano più. Ma ho voglia di dargli una seconda opportunità. ⠀
🌻 𝐋𝐞𝐬𝐬𝐢𝐜𝐨 𝐅𝐚𝐦𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚𝐫𝐞: ho provato a leggere l’incipit, non mi ha conquistata e ho mollato la presa preferendo un altro libro.
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🌻 𝐔𝐧𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐞́: ho iniziato a leggerlo in inglese (questa è l’edizione col testo a fronte) ma ho sbagliato il momento. Era un periodo in cui non avevo il tempo per grattarmi il capo, figurati se avevo la concentrazione adatta a leggere un libro in lingua. Mollato a metà. ⠀
🌻 𝐋𝐨 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐧𝐨 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐜𝐚𝐧𝐞 𝐮𝐜𝐜𝐢𝐬𝐨 𝐚 𝐦𝐞𝐳𝐳𝐚𝐧𝐨𝐭𝐭𝐞: questo è un libro che ho solo sfogliato. Non gli ho mai dato una mera opportunità di essere letto.
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Come già saprai, molti altri i titoli sono sulle mie mensole a prendere la polvere. Quindi aspettati altri post come questo, prima che li metta in vendita o in scambio.
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Se hai per me anche solo un motivo per cui dovrei leggerli, darò una seconda possibilità a questi libri e te ne sarò grata per sempre.
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Hai capito bene, oggi chiedo il tuo aiuto. Hai letto almeno uno di questi libri? ⠀
Dimmi perché dovrei leggerli anche io, mi basta anche solo un motivo. 🌻
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REGALINO PER ME 🌷
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Pochi giorni fa in occasione del mio onomastico ho ricevuto, come di consueto, un libro tra quelli che ho in wishlist da secoli: Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf. So benissimo che lo adorerò e appena terminerà la sessione di settembre, recupero tutti i libri che ho da leggere.
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Durante le ricorrenze mi piace immaginare l'espressione di felicità di chi riceve un regalo, perché quel gesto sarà il motivo per cui qualcuno donerà al mondo un sorriso, anche solo per pochi secondi e vorrei poter immortalare ogni singola sfumatura di quel momento. Di solito il mio sorriso è sempre con più denti quando si tratta di libri.
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E voi amate ricevere o fare regali? 🎈
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Correva l'anno 2015.⁣⁣
(Ma correva davvero...)⁣⁣
Già da qualche anno sguazzavo in un mare di robe strane di carta con cose scritte sopra, col rischio di annegare (e infatti...). ⁣⁣
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Finché un bel giorno scoprii Virginia Woolf. ⁣⁣
Ma in realtà non vuol dire niente.⁣⁣
Virginia Woolf doveva ancora essere scoperta, e la scoprii davvero, per così dire, con due libri in particolare (sorvolando sui diari, ai quali si potrebbe dedicare un intero blog). ⁣⁣
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📖⁣⁣
Uno di questi è "Una stanza tutta per sé".⁣⁣
Letto per la prima volta (e sfigurato da sottolineature e quant'altro) nell'edizione Feltrinelli, ne scrissi subito qualcosa (che come potete immaginare non stava in una descrizione come questa).⁣⁣
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Lo riprendo adesso, nella mia edizione preferita, e mi sembra di tornare a quei momenti, o a quei "moments of being".⁣⁣
Mi sembra di dialogare con la me ragazzina di allora e con la me di adesso, più grande e più consapevole dentro. ⁣⁣
E con più mare attorno. ⁣⁣
La corrente mi ha indirizzata in un verso specifico, ma non dimentico il tratto percorso.⁣⁣
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📚⁣⁣
Ero al quarto anno di liceo linguistico. ⁣⁣
L'anno dopo avrei fatto alla mia classe due lezioni di letteratura inglese su Virginia Woolf.⁣⁣
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✒️Gita al faro, Virginia Woolf
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"Gita al faro" è un romanzo diviso in tre sezioni dove è analizzata la vita e le vicissitudini della famiglia Ramsey che, proprio come un faro, è un continuo oscillare tra oscurità e luminosità.
Ho amato lo stile della scrittrice e come sia stata capace di rendere scrittura ogni singola emozione umana; "Gita al faro" non è una semplice lettura ma è conoscere personaggi che resteranno impressi nella propria mente.
Nel romanzo si legge la lotta tra reale e ideale, il concetto di tempo, le illusioni, la vita che per quanto cerchiamo di trattenere è un flusso inarrestabile che non agisce secondo le nostre aspettative.
Questo libro è la prova che l'aspetto introspettivo dei personaggi vale molto più di una bella trama, è una lettura che fa riflettere molto su quanto siano labili tutte le cose e gli affetti che ci circondano; l'uomo ripone tante aspettative in ciò che non ha (James ha aspettato 10 anni per compiere finalmente la sua gita al faro) e non è mai felice perchè è sempre alla ricerca di qualcos'altro. Non ci si accorge di ciò che si ha fino a quando tutto ciò che si è sempre dato per scontato viene meno: solo allora si capisce il valore delle piccole cose che abbiamo sempre avuto davanti ai nostri occhi ma che riponevamo nell'oscurità.
Buona lettura!📚❤️
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«Una stanza tutta per sé» è un "saggio narrativo", scritto da Virginia Woolf, la quale si cala nei panni della giovane Mary, spostandosi nel corso del libro dalla biblioteca dell'università di Oxbridge a quella del British Museum, girovagando per i loro scaffali e indagando il rapporto tra la donna e il romanzo. ⠀
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Con questo ingegnoso espediente, l'autrice tratta del ruolo che la figura femminile riveste nell'universo letterario, percorrendo passo dopo passo l'affermarsi della creatività femminile e della sua progressiva emancipazione sociale e culturale dall'oppressiva tutela maschile. In particolar modo, la Woolf si sofferma a riflettere sul legame tra la possibilità di scrivere libri e la disponibilità di ricchezza, e come questo vada a svantaggio del genere femminile, da sempre povero di diritti e di risorse economiche.
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Con il suo occhio critico e il suo insostituibile buon gusto, si affaccia ad altre grandi autrici e alle loro opere, disegnando un percorso, creando la mappa per attraversarle, il modo di viverle. Raccoglie i volumi delle sorelle Brönte, quando ancora il genio si perdeva nell'insoddisfazione e nel risentimento verso il genere maschile, facendole smarrire nel loro stesso romanzo. Arriva a Jane Austen che si crea uno stile di scrittura suo, personale, innegabilmente femminile, e così la donna si emancipa ancora una volta, ancora di più, dall'uomo.
In questo arco che congiunge autrici diverse nello stile e negli anni si può individuare un fulcro, un punto fisso in questo andare: erano solite scrivere nella stanza comune, perché non ne avevano una propria, in mezzo ai rumori, frequentemente interrotte, di nascosto per evitare critiche da parte dei famigliari, con a disposizione poco materiale. ⠀
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Quindi è a questo che ha portato tutto quel peregrinare, quel travestirsi, quell'ipotizzare e quell'avventurarsi dell'autrice: scrivevano faticosamente, d'uno sforzo ch'era di anima mente corpo fiato dignità, perché non avevano i mezzi per fare diversamente, come un'istruzione migliore, il tempo per farlo liberamente, una stanza in cui raccogliersi e distanziarsi dal mondo per dedicarsi a uno nuovo, o quantomeno a uno diverso, lì, sulla carta.
"Una stanza tutta per sé" - Virginia Woolf
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Il primo capitolo mi ha fatto sentire smarrita, avevo tante aspettative ma sembrava che la scrittrice fosse sopraffatta dal dire e fosse costretta ad attenersi a delle tempistiche che non sentiva sue.
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Ma dal secondo capitolo tutto prende senso, tutto fluisce, e ti sembra di vederle tutte quelle donne di cui la Woolf prova a fare un disegno, quelle donne non raccontate nei romanzi, quella realtà dove le donne erano schiave, prigioniere dei loro ruoli e obblighi, dove erano picchiate. Sembra di vedere quando a poco a poco riescono a scrivere in quelle stanze mai proprie, piene di interruzioni, ma dove riescono a ritagliarsi degli spazi propri dove scrivere seppur partendo dalle piccole conoscenze che erano loro concesse. Sembra di vedere la rabbia, le ingiustizie, sembra di vedere la fatica nel voler smettere di essere "uno specchio" per l'altrui ego e iniziare a specchiarsi da sole.
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E la pagina finale, quelle righe che incoraggiano e ammoniscono racchiudono un insegnamento importantissimo
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Un obbligo morale, quello di cogliere le nostre opportunità, quelle opportunità che per molto tempo furono un privilegio neanche auspicabile.
L'obbligo di lottare per se stesse, per la propria STANZA che diviene simbolo di INDIPENDENZA, LIBERTÀ e POSSIBILITÀ, e l'importanza di farlo per noi e per tutte coloro a cui fu proibito di parlare e di sviluppare un pensiero critico.
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Nella parte sinistra c'è anche l'audiolibro che trovate su @storytel.it per chi volesse provare a farsi accompagnare da una voce in questo viaggio, per chi fosse in metro in piedi e volesse farsi accompagnare da qualche pagina letta.. anche se sono la prima che senza il cartaceo sentirebbe di perdersi qualcosa,quindi solo audiolibro non riuscirei però a volte sentire leggere qualche pagina può essere piacevole.
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#animalettrice #coffeeandbooks
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Una decina di tavoli, circa cinquanta persone in rappresentanza di quasi una ventina di gruppi di lettura delle province di Brescia, Bergamo e Cremona.
Ecco come si presentava, sabato 7 settembre all’inizio del 2° Raduno, il Salone Marchettiano, la nostra “stanza tutta per noi”. Uno degli spunti di discussione riguardava proprio la definizione e l’arredamento del luogo in cui ognuno di noi può rifugiarsi e lasciare libera di scorrere qualsiasi forma di creatività. Non solo scrittura, quindi, bensì anche arte, musica, organizzazione, comunicazione ed empatia.

Per qualche ora abbiamo “convissuto” e lasciato che le nostre “stanze” (pensieri, caratteri, conoscenze e modi di agire) si unissero, per costruirne una collettiva, che io avevo soltanto abbozzato su carta fino a quel momento. Siamo riusciti a farlo, a volte buttando giù qualche muro di troppo, a volte trovando già le pareti assenti ma pronte a un “matrimonio dei contrari”, altre ancora ripartendo dalle fondamenta. Potevamo non essere d’accordo su come disporre qualche mobile o su come interpretare ciò che c’era all’esterno, però abbiamo concordato unanimemente sulla presenza delle finestre e soprattutto della porta: una camera ha senso per entrarci, ma lo ha anche per uscirci, senza isolarsi in solitudine.

Quella che abbiamo realizzato non era una stanza spoglia: l’abbiamo tappezzata con cartelloni colorati e vari negli stili, dipinti in gruppi e poi illustrati a tutti gli altri; ovviamente abbiamo aggiunto una libreria, ricca di alfabeti di titoli e autori da suggerire sia a noi sia a coloro che vorranno entrarvi in futuro. La condizione necessaria per farlo? Il tempo, chiaramente, ma anche la volontà di “voler togliere da sé stessi, esaminare e raccontare qualcosa con lo scopo di condividerlo”.
Voi che avete partecipato l’avete fatto, ognuno investendo le proprie personali cinquecento sterline di cultura e curiosità, e io non posso che sentirmi grata di essere stata il vostro architetto.

Al prossimo progetto 👩‍💻📚♥️ #readingissharing #radunogdl #brescia #bergamo #cremona #gruppidilettura #virginiawoolf #unastanzatuttapersé @einaudieditore #reading #aroomofonesown #bookclub #salonemarchettiano #chiari
Quando è uno scrittore a consigliarci un libro, noi lettori non vediamo l'ora di leggerlo. 
Quanto di quel libro c'è nella sua vita? Quanto nelle sue pagine? Francesco Carofiglio ci consiglia "Una stanza tutta per sé" di Virginia Woolf, @feltrinelli_editore
Il 24 settembre in libreria troverete il suo nuovo libro "L'estate dell'incanto" @edizionipiemme

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Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf mi ha fatto un po' faticare nei primi capitoli, ma dal terzo in poi ho compreso il motivo di tanta fama e un incantesimo mi ha tenuta incollata alle pagine fino alla fine.

Virginia si è documentata in modo approfondito studiando le pubblicazioni di donne dal XVI° secolo fino al 1928. 
La sua è un'analisi storica e sociologica che evidenzia i pregiudizi e le condizioni che hanno impedito alle donne di talento di esprimerlo attraverso la prosa o la poesia.

Donne che non potevano prendere in mano la penna se non per scrivere lettere o diari.
Donne cantate dagli uomini come luminosi angeli o perfide e maligne creature infernali.
Donne in realtà semplicemente recluse e umiliate nella vita quotidiana.
Donne che dovevano avere una stanza tranquilla per lasciar fluire l'arte, non per esserne rinchiuse, una stanza che non fosse una prigione o un sepolcro.

Vi lascio il passo che mi ha cambiato la lettura del saggio, da questa frase in poi mi sono innamorata di Virginia: "Ogni volta che trovo un accenno a una strega buttata nel fiume, a una donna in balìa degli spiriti, a un'altra che fa l'erborista, perfino all'esistenza della madre di qualche uomo notevole, mi sembra di essere sulle tracce di un romanziere mancato, di una poetessa costretta a tacere, di qualche muta Jane Austen senza gloria, di qualche Emily Brontë che si sarà bruciata il cervello fra le brughiere, oppure se ne sarà andata gemendo per le strade, impazzita dalla tortura del proprio talento." Assolutamente da segnalare la splendida edizione SE nella collana Assonanze, qui arricchita da note critiche e una esaustiva appendice iconografica.
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Oggi il tema dell #igchallege è #starebene. In questa foto c’è tutto quello di cui ho bisogno: la calma, un libro e una stanza tutta per me... così come suggerisce #virginiawoolf. Non credo di aver bisogno di altro, grazie. Peccato che lo scatto sia di qualche settimana fa e ora la situazione sia molto diversa hahahhahah 
E voi, di cosa avete bisogno per stare bene? 
Raccontatemi tutto sotto questo post e se volete fare l’ig challenge con me trovate l’elenco completo su soniasodano.it, taggatemi.
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"Chiudete a doppia mandata le vostre biblioteche, se volete; ma non c'è nessun cancello, nessun lucchetto, nessun catenaccio che potete mettere alla libertà della mia mente" (#virginiawoolf , #unastanzatuttapersé)

Vi diamo il Bentornati dall'estate, con l'opera dell'artista messicano #jorgemendezblake , "Impact of a book". Forse un libro da solo non può sfondare un muro. Ma può aprire uno spiraglio.

#booklovers #booksaddict #bookstagram #librai #lettori #libri
"La donna vera e la donna nel romanzo ; oppure  le donne e i romanzi che esse scrivono ; Oppure le donne e i romanzi che parlano delle donne." "Chi può misurare il fervore e la violenza del cuore di un poeta quando questo si trova prigioniero(...) nel corpo di una donna?" #Librichepassionepuntoit #unastanzatuttapersé #virginiaWof #Feltrinelli #Classici #citazioni #consiglidilettura #instalibri #parole #scrivere #leggere #consiglidilettura #bookloves #bookworm #bookaddict #bookgram #instabook #bookstagram #alwaysreading #bookoftheday #bookpassion #bookphoto #bookcommunity #bookcollection #beautifulbook #bookster #booknerd #bookstar #bookblog #booksbooksbooks
“Se la donna non avesse altra esistenza che quella assegnatale nella letteratura maschile, la Sì potrebbe supporre una persona di estrema importanza; molto varia; eroica e meschina; splendida e sordida; infinitamente bella ed estremamente odiosa; grande come l’uomo e certuni dicono assai più grande. 
Ma questa è la donna della letteratura d’immaginazione.” —————————————————
UNA STANZA TUTTA PER SÉ - VIRGINIA WOOLF

Per il secondo appuntamento di #asSAGGIOdelmese vorrei presentarvi un libro a me particolarmente caro. Pubblicato nel 1929, “Una stanza tutta per sé” è un saggio della scrittrice britannica Virginia Woolf, basato su due conferenze a tema “Le donne e il romanzo” che l’autrice aveva tenuto l’anno precedente alla pubblicazione.
La Woolf attraverso la voce narrante di questo scritto -“chiamatemi Mary Beton, Seton, Carmichael o come meglio vi piace”- delinea con profonda conoscenza la storia della letteratura femminile (prevalentemente inglese), analizzando passo per passo le motivazioni che hanno portato l’esclusione della donna dallo scenario culturale riservato, da sempre, al “sesso forte”.
Come era possibile per una donna dedicarsi alla letteratura se, a priori, le era impossibile avere del denaro proprio e una stanza tutta per sé? E, se anche ne fosse stata in possesso, come affrontare i pregiudizi e il costume sociale delle varie epoche, che relegava le donne ad un ruolo marginale, alle cornici della storia?
Con parziale obiettività, competenza, un piccolo tocco di ironia e anche attraverso le figure di grandi autrici quali Jane Austen, le sorelle Brönte e George Eliot, la Woolf ci regala un resoconto della letteratura degli ultimi secoli e una lucida e quanto mai moderna riflessione sulla condizione femminile.
Un libro che vi consiglio dal profondo del cuore.

Chiara

#ilverbaleletterario #unastanzatuttapersé #virginiawoolf #feltrinellieditore #letteraturainglese
"UNA STANZA TUTTA PER SÉ" di Virginia Woolf (pag. 128) @newtoncomptoneditori
Pubblicato per la prima volta nel 1929, è stato considerato il primo saggio moderno della letteratura femminista, ed è basato su due conferenze fatte dall'autrice in un college femminile di Cambridge. Virginia ci racconta la storia letteraria della donna in una società maschilista. Una società in cui la ferrea opposizione dell'uomo all'emancipazione del gentil sesso, è forse più interessante dall'emancipazione stessa. Virginia inizia il suo racconto romanzato con un nome fittizio. Chi sia a parlare poco importa. Da rivendicare qui, è il ruolo della donna nella cultura. Una donna che è stata sempre esclusa dall'istruzione, e che ha vissuto nel silenzio per secoli. Virginia esprime un'opinione, che non tarda ad argomentare. "UNA DONNA DEVE AVERE SOLDI E UNA STANZA TUTTA PER SÉ PER POTER SCRIVERE." Una rendita fissa ha il potere di cambiare il carattere. Un carattere forgiato dal peso del linguaggio maschile. La stanza, grembo e prigione dell'anima femminile, si allarga fino a comprendere tutti i luoghi della dimora umana, nella sua molteplicità. Un libro illuminante.
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🌹"Tendenzialmente dipendente in rosso" 🌹 Caravaggese 😂😂😂
#sonosempreio 🗽 (I miei colori i miei odori #unastanzatuttapersé)🐺 😱(#newdrug #dipendenze #social #drugstore #drug #tendenzemoda #disintossicazione #reallife #hopauradiuscire  #allafinesonouscito )😱 ⚡Saper trovare l'equilibrio tra uso ed abuso. 
Io in primis....(#comeunpazzocheguardalaluna
#nonmiprenderetemai) ⚡

#artecontemporanea #tempera #collageart #modernart #artofinstagram #disegni #conceptart #specchiodeitempi (A.A.A. cercasi Susan disperatamente. Tutta colpa degli #)
Non c'è cancello, nessuna serratura, nessun bullone che potete regolare sulla libertà della mia mente.

#iraccontidelledonne #reading #books #relax #virginiawoolf #unastanzatuttapersé #goodtimes
Ebbene sì, ho detto che seguo le serie. Faccio una scelta accurata, magari ne prediligo poche, ma quando mi ci butto è la fine. Tra queste arriva 𝕊𝕖𝕩 𝔼𝕕𝕦𝕔𝕒𝕥𝕚𝕠𝕟, in cui la ragazza per cui ho un vero e proprio debole fa un po’ da co-protagonista e legge Virginia Woolf, tanto per riprendere le fila di oggi. Credo che avrei la stessa risposta in testa quando le chiedono “Cosa ti caratterizza, allora?”. La biondina con le punte rosa risponde “Personaggi femminili complessi.” E io perdo la testa e ho gli occhi a cuore. Sembra una gran dura inavvicinabile, ma alla fine si scopre che in realtà sono gli altri a non conoscerla e saperla prendere nel verso giusto. Il protagonista assoluto è un ragazzino suo coetaneo con la madre terapista sessuale che incontrerà non poche difficoltà a gestire con Maeve (eccola lei.) una specie di “clinica per problemi sessuali” nel loro istituto scolastico. Qualcuno l’ha visto? Non spoilero, sono rispettosa e poco noiosa 😋 #sexeducationnetflix #maevewiley #complexfemalecharacters #feminism #books #booklover #unastanzatuttapersé
''Lock up your libraries if you like; but there is no gate, no lock, no bolt that you can set upon the freedom of my mind."
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Cos’altro posso fare per incoraggiarvi a far fronte alla vita? Ragazze, dovrei dirvi: nella mia opinione siete VERGOGNOSAMENTE IGNORANTI.
Non avete mai fatto scoperte di alcuna importanza. Non avete mai fatto tremare un impero, né condotto un esercito alla guerra.
Non avete scritto le tragedie...
Come vi potete giustificare? È facile dire: abbiamo avuto ben altro da fare. Senza il nostro intervento nessuno avrebbe solcato questi oceani, e queste terre...Abbiamo partorito e allevato e lavato e insegnato,...e questa fatica, esigeva molto tempo. 
C’è qualcosa di vero nella vostra risposta, debbo riconoscerlo.
Ma allo stesso tempo vi ricorderò che fin dal 1866 esistevano qui in Inghilterra almeno due collegi universitari per donne; che dopo il 1880 una donna sposata poteva, per legge, entrare in possesso dei propri possedimenti; e che nel 1919 le è stato concesso il voto.
Debbo anche ricordarvi che da ben dieci anni vi è permesso di dedicarvi a quasi tutte le professioni?
Se riflettete su questi immensi privilegi e sui lunghi periodi trascorsi da quando vi sono stati concessi, e pensate che in questo momento ci sono duemila donne in grado di guadagnare la scusa di mancanza di opportunità,di tempo e di denaro non regge più.
Dovete naturalmente continuare a fare figli ma, soltanto due o tre a testa, e non dieci o dodici come prima.
Perciò, con un po’ di tempo fra le mani e un po’ di erudizione - ora vi hanno mandate all’università, m’immagino, per diseducarvi – potete benissimo dare inizio a un’altra fase della vostra lunghissima, faticosissima e oscurissima carriera. Perché io credo che se viviamo una vita comune, che è la vera vita, e non parlo delle piccole vite isolate che ognuno di noi vive come individuo, e riusciamo ad avere 500 sterline l’anno è una stanza propria;  se abbiamo l'abitudine della libertà e il coraggio di scrivere esattamente ciò che pensiamo, se guardiamo in faccia il fatto, poiché si tratta di un fatto, che NON C’È UN SOLO BRACCIO AL QUALE APPOGGIARSI, ma che dobbiamo fare la nostra strada da sole e che dobbiamo essere in relazione con il mondo della realtà e non soltanto con il mondo degli uomini, allora si presenterà finalmente l’opportunità
Se vuole scrivere romanzi, 
una donna deve avere del denaro
e una stanza tutta per sé ✏️🏠 #VirginaWoolf #Unastanzatuttapersé
“Sarei capace di scommettere che Anonimo, il quale scrisse tante poesie senza firmarle, spesso era una donna”
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#virginiawoolf 🖤
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Oggi siamo abituati a trovare sugli scaffali delle librerie moltissimi romanzi scritti da donne e, forse, nell'ultimo periodo vi è addirittura una prevalenza di autrici rispetto alla loro controparte maschile. Ma non sempre è stato così; vi è stato un tempo dove le donne non godevano degli stessi privilegi degli uomini e, per questo, erano osteggiate nell'inseguire i propri sogni e nello sfruttare i propri talenti in qualcosa di diverso dall'essere mogli e madri. La Woolf, attraverso questo saggio scritto tra il 1928 e il 1929, ripercorre i passi della letteratura al femminile (dal passato sino alla sua contemporaneità) arricchendolo di personali considerazioni di scrittrice e di donna che ha vissuto in prima linea questa esperienza.
Sebbene in alcuni punti vi abbia trovato una certa ridondanza di concetti espressi, reputo che sia comunque una lettura necessaria per chi ama il mondo della letteratura.
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'Nessuna fretta, né bisogno di scintillare.
Nessun bisogno di essere altro che se stessi.'🌼
#virginiawoolf #unisa
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Una stanza tutta per sé - A room of one's own
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Un magnifico saggio di Virginia Woolf in cui affronta il tema della scrittura femminile e del suo cambiamento nel corso dei secoli. Il titolo fa riferimento all'impossibilità delle donne di avere "una stanza tutta per sé", un luogo in cui possono dare libero sfogo alla loro creatività. La donna è sempre stata tenuta lontana dalla letteratura e dalle arti e rinchiusa in un mondo patriarcale e casalingo. Nelle enciclopedie storiche, ci dice l'autrice, si legge a chiare lettere che anticamente la donna era assoluta proprietà dell’uomo che poteva farne ciò che voleva, compreso picchiarla, perché era ritenuta inferiore. E stupisce il fatto che almeno fino all’Ottocento, epoca in cui le scrittrici smettono di celarsi dietro a pseudonimi, a parlare di loro fossero esclusivamente gli uomini.
Interessante è il passaggio in cui l’autrice prova a immaginare come sarebbe stata la vita di un’ipotetica sorella di Shakespeare. Magari sarebbe stata molto dotata ma i genitori, in quanto donna, non l’avrebbero mai mandata a scuola. Magari l’avrebbero amata, ma sarebbe sempre stata una donna, niente di più, e i suoi sogni di diventare scrittrice o di recitare in un teatro di Londra verrebbero distrutti. Ecco la storia, quindi, di una donna con lo stesso genio di Shakespeare.
È un saggio davvero importante che, nonostante il tono critico e amaro, non rischia mai di scadere in una critica sterile del genere maschile. Da leggere e rileggere, anche oggi che le donne lavorano, viaggiano e scelgono il loro cammino. Perché, se da un lato è vero che in tanti paesi non ci sono più scuole o lavori preclusi alle donne, dall'altro Virginia ci spiega che esiste un punto di vista femminile nei romanzi e ci fornisce le indicazioni per ascoltare tale punto di vista. Ci indica la forza dei personaggi creati da Jane Austen, le debolezze e la rabbia che Charlotte e Emily Brontë lasciano trasparire tra le pagine dei loro romanzi, ma conduce anche a riflessioni moderne poiché ci sono ancora tanti luoghi nel mondo in cui le donne sono subordinate all'uomo. Da leggere. Assolutamente. ▪️
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Meglio che nulla, il sushi della Coop. 🍣
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Decisamente non sono Giotto... comunque ho modificato la privacy così lui non può vedere questa foto 🤪🤪🤪 10beautifulmomentschallenge
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Una stanza tutta per sé... come in tutte le cose ci vuole colore, per spazzare via tutto il grigiume... #10beautifulmomentschallenge
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R A C C O N T A R E
Ho finalmente una mia "postazione'...la macchina da scrivere ovviamente è lì solo per figura, ma oggi mi sono seduta qui e ho scritto un post per il blog, dopo quasi un anno.
È un racconto di viaggio, è ancora nelle bozze. 
E poi ho scritto un post nel post.
Niente male come ripartenza. 
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Uno dei più eloquenti trattati femministi del Novecento: partendo da un tema apparentemente secondario ovvero che una donna, per scrivere, debba avere del denaro, “una stanza tutta per sé”, Virginia Woolf porta alla luce le restrizioni imposte nel corso dei secoli alla creatività femminile. Un romanzo che apre la mente del lettore; fa emergere il desiderio di rivalsa della donna e la possibilità di cambiare le cose nonostante le grandi avversità, dimostrando al mondo che non esiste un genere migliore dell’altro (uomo donna che sia) ma che si tratta solamente di convenzioni, e le convenzioni vanno abbattute!!!
~Supergirl~
Voto: 9,5/10
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Un libro manifesto, che invita le donne a scrivere, ad essere se stesse, ad essere libere. 📖✒👩‍🏫🇬🇧
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E poi in un ristorante di Gubbio (quello dove girano le scene di Don Matteo) ti ritrovi questa citazione ad aprire il menù 😍
L'importanza di avere una stanza tutta per sé. Lo scrisse Virginia Woolf, lo sa la tua mamma.
 Uno spazio, dei confini, un angolo da abitare, crescere, creare. Di tutta la casa volevo arredare questa stanza per prima.
Welcome home Leda Matilde.
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“(...) queste donne sono sempre chiamate per nome, con una familiarità imbarazzante, quasi oscena. E così vengono uccise una seconda volta, sacrificate sull’altare dell’Auditel con la complicità di una schiera di parenti e affini soggiogati dalla lucciola mediatica”.
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